Scaldiamo l’inverno dell’umanità ... con il calore della solidarietà

simbolo caritasAvvento di fraternità 2022

Nuovamente e provvidenzialmente, si è socchiusa la porta dell’Avvento, questo periodo tanto stimolante per riconsiderare la nostra vita alla luce delle aspettative più sincere ed oneste, per ripensare ai nostri atteggiamenti, alle nostre convinzioni più profonde, ai nostri sogni ancora intatti e delicatamente custoditi, far riaffiorare una nuova e più intensa volontà di pace, di gioia, di bellezza, di vita e di solidarietà umana. In poche parole, incontrare il Signore che viene per abbracciarci.

Ci sono almeno 3 amici che ci fanno compagnia in questo tempo in cui ci prepariamo aaccogliere la venuta del Signore Gesù nella nostra vita, essi sono: la preghiera, che rafforza e purifica la nostra volontà di sapere pazientemente attendere, il digiuno che ci rende liberi dalle piccole o meno piccole prigioni che frenano il desiderio di libertà del nostro cuore, infine la CARITA’ che ci dona la gioia di riconoscerci fratelli e ci chiama a sostenere concretamente tutti coloro che soffrono, vicino e lontano da noiQuesti 3 compagni di viaggio ci aiutano a crescere nella volontà di spalancare le porte del nostro piccolo mondo a Cristo che sempre ritorna e sentirci in sintonia e armonia verso ogni uomo.

Così, cercavamo, fra i tanti buoni motivi da proporre alle nostre comunità per la proposta dell’Avvento di fraternità, un impegno semplice e concreto, che potesse raccogliere facilmente la generale adesione ad un progetto di aiuti e di interventi verso i quali far convergere la bella consuetudine unitaria della colletta dell’Avvento.

E una frizzante risposta mi è sorta nel momento in cui mi accingevo a prendere riposo nel mio lettino sempre accogliente, come ciascuno fa, dopo una giornata di accumulo di stanchezza mentale e fisica.

Nel buio degli ultimi minuti di veglia, mi sono venuti alla mente questi pensieri: ma quantgratitudine devo al mio giaciglio, sempre pronto ad avvolgermi in un caldo abbraccio e, quasi automaticamente, nel mio cuore si è accesa una luce di preoccupazione per uno sterminatonumero di persone, soprattutto i milioni di ucraini che non possiedono più questa ed altre sicurezze, per noi così scontate e ordinarieDicono i mezzi di comunicazione, che possono raggiungere i 10 milioni (un numero immenso), le persone che stanno già subendo i rigori di questo inverno che si annuncia pauroso nelle sue temperature polari e dove il termometro persiste a rimanere sprofondato sotto lo zero (in inverno la temperatura raggiunge anche i meno 20 gradi!). La neve ricopre già, con il suo delicato e puro manto pietoso, ogni luogo, anche quelli più straziati dai bombardamenti, dalle distruzioni della guerra. Le città che direttamente sono abbrutite dalle conseguenze dellasprezza della battaglia, sembrano fantasmi addormentati sotto una coltre di grigio, spettrale torpore. La vita, sembra essere scomparsa, fuggita (e in gran parte lo è veramente) da questi luoghi, scacciata dalla protervia, dalla brama di dominio e dalla assenza di umanità che, come una incontenibile marea tutto invade e tutto ricopre,
con una pesante coperta di gelo, di tristezza e di morte.

Il silenzio diventa tanto assordante da tapparsi le orecchie, interrotto frequentemente solo dalle esplosioni delle bombe che accrescono il terrore. Il popolo dell’Ucraina, che lotta aspramente per la propria sopravvivenza e la propria libertàsta affrontando sacrifici inimmaginabili e prove insuperabili, aiutato, nei modi in cui è possibile e con incredibili difficoltà, dagli interventi di solidarietà di tante associazioni nazionali e internazionali, impegnate ad assicurare almeno il necessario per vivere e cioè alimenti, medicinali, indumenti, quanto indispensabile per proteggersi dal freddo gelidoquanto serve per poter mantenere quelle poche briciole di vita sociale e di relazioni umane che sono fondamentali per sopravvivere.
Genera una profonda commozione il pensiero che tanti poveri cristi siano sottoposti a un tale tormento, il pensiero corre ai bambini, agli anziani, agli ammalati, ai militari al fronte e tanti altri costretti a vivere nei sotterranei, ammassati alla meglio in ricoveri impossibili,
senza luce, senza calore, privi anche di acqua, senza più niente
Bambini che piangono ignari e inconsolabili, madri che non hanno niente da dare se non la penosa fiducia della loro materna tenerezza. Disperano del futuro, mentre vivono una notte senza speranza di alba, asserragliati in rifugi di fortuna e privi di qualsiasi sicurezza ... uno strazio infinito, impossibile a descrivere con le sole parole! Quanta desolazione e quale follia!
Eppure in queste condizioni estreme, vi sono organismi che, pur rallentati dalle operazioni di guerra che ogni giorno scaricano piogge di bombe su città e villaggi ed hanno praticamente azzerato la possibilità di fornire energia e riscaldamento in gran parte del paese, pur in mezzo a così grandi difficoltà, sono impegnati per non far mancare, a questa povera umanità, il necessario per sopravvivere
Tra questi vi sono molte Caritas, prima di tutto Caritas Ucraina espressione della Chiesa greco-ucraina e Caritas Spes fondata dalla chiesa cattolica romana in Ucraina, le 2 realtà Caritas sorelle qui presenti che si adoperano, con infaticabile impegno, per preservare la sopravvivenza e ricostruire motivi di nuova speranza per questo popolo, la cui vita si è improvvisamente interrotta quasi 10 mesi fa e non si intravede ancora un possibile termine di questa tragica vicenda.

Dobbiamo, innanzitutto, raccontare l’ammirevole l’impegno delle donne e degli uomini della Caritas nella costruzione della pace, a partire dalle due Caritas in Ucraina (Caritas Ucraina e Caritas Spes) che nonostante il contesto sempre più pericoloso, sono attive in tutta l’area più colpita del Paese per portare assistenza alla popolazione tramite i loro operatori e volontari, grazie alla rete delle Caritas diocesane e parrocchiali. Ma ora riceviamo un nuovo e più pressante “Appello di Emergenza”, ovvero per quegli interventi che stanno cercando di mettere in atto anche in questi giorni, in questa stagione.
Quanto raccolto in Diocesi in occasione dell’appuntamento dell’Avvento di fraternità, fissato per la 3^ domenica di Avvento, domenica “gaudete, che cade in data 11 dicembre, verrà inviato a Caritas Italiana e giungerà alle sorelle Caritas Ucraina e Caritas Spes, per essere
sollecitamente impiegato a sollievo ed aiuto alle popolazioni più sofferenti a causa della guerra e delle sue atroci conseguenze
La madre di Dio, la Vergine Maria, Madre di tutti i sofferenti e Regina della Pace, ci accompagni in questo cammino di Avvento, possa ispirare il cuore di tutti coloro che hanno forza e potere di aprire un cammino di pace che sia edificato anche sulle preghiere del popolo di Dio e di tutti coloro che, umilmente e ostinatamente, aspirano alla PACE e sia corrispondente alle parole indistruttibili del profeta Isaìa, che abbiamo appena riascoltato:

Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,

delle loro lance faranno falci;

una nazione non alzerà più la spada

contro un’altra nazione,

non impareranno più l’arte della guerra.” (Is.2)

Quanto raccolto potrà giungere a Caritas diocesana in uno dei seguenti modi:
- bonifico bancario intestato a:

                           Curia vescovile di Fiesole Caritas diocesana

                           IBAN: IT_86_G_07601_02800_000030664502

                           causale “Avvento di fraternità

- bollettino di conto corrente postale sul n. 30664502 intestato a:

                           Curia Vescovile di Fiesole

                           Piazzetta della Cattedrale n. 1 - 50014 Fiesole

                           causale “Avvento di fraternità

Diocesi di Fiesole

P.tta della Cattedrale, 1
50014 Fiesole (FI)
tel e fax: (+39) 055 59242
C.F: 94004010487

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