"Il contagio buono dell'amore, questa è la vocazione della Chiesa"

13 aprile 2022 - S. Messa del Crisma

È bello trovarci insieme a celebrare i misteri della Pasqua del Signore. Laici e sacerdoti insieme, tutti nuovamente riuniti in questa celebrazione annuale. Aperti alla speranza, con i carichi della pandemia sopra le spalle e con gli orrori della guerra nel profondo del cuore. Insieme nella Pasqua del Signore. Sia un segno bello per tutti, un segno di unità e di pace.

Chiesa in ascolto
Laici, religiose, sacri ministri, insieme. Oggi in cattedrale e ogni giorno nelle nostre comunità. Insieme per la festa e insieme nel rispetto reciproco, nell’ascolto sincero. Sia sempre così nella Chiesa. Riprendiamo con fiducia le riunioni dei Consigli parrocchiali, almeno ogni due mesi, in giorni fissi; si facciano assemblee e si promuovano gruppi informali previsti nel percorso sinodale. Si cerchi di ascoltarci sempre, sinceramente e senza la pretesa che l’altro faccia o pensi come voglio io. Si doni tempo alle persone… “Se vuoi, ci sono, ci sono per te”. Che ognuno possa dire: “Almeno in parrocchia c’è sempre chi mi ascolta e mi capisce!”.

Chiesa del Signore
Spesso pensiamo alla Chiesa come un insieme di persone. Questo è vero, ma non è l’essenziale. Prima di essere un “noi” la Chiesa è “Gesù in mezzo a noi”. Ed è Chiesa non perché ci siamo noi, ma perché c’è Lui. Alleniamoci a contemplare la Chiesa come evento sacramentale. Cristo risorto che si fa incontro per tutti.
Nella mia comunità siamo pochi, sono anziani… c’è il Signore Gesù presente dove due o tre sono riuniti nel suo nome. I giovani non vengono alla messa… anche a loro il Signore dona lo Spirito santo per accogliere il Vangelo. È una comunità in cui molte famiglie non sono sposate in Chiesa… penso alla Samaritana: il Signore l’aspetta e chiede a lei da bere, così le fa scoprire la sorgente d’acqua viva.
La Chiesa è il Popolo di Dio che va oltre i nostri schemi e ci costringe a cercare continuamente il Signore presente dove e come noi non avremmo saputo immaginare. La Chiesa è senza confini. Non sappiamo chi ne fa parte, ma sappiamo che lo sa il Signore, Lui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre” (Ap 1,5-6). Siamo persone di ogni tribù, lingua, popolo e nazione (Ap 5,9). La vera Chiesa ci chiede un continuo aggiornamento per scoprire della presenza sempre nuova del Risorto, per capire dove e in chi lo Spirito Santo precede l’istituzione (cfr. At 8,29; 10, 47; 11,17). Contemplare la Chiesa sacramento e guardare ai sacramenti pasquali comporta questa apertura. Come fedeli consideriamo la realtà meravigliosa del Corpo di Cristo, come ministri ne siamo a servizio per aiutare tutti a prendere coscienza di questa vocazione.
Spesso diciamo che siamo pochi… la Chiesa è in calo… In verità siamo più di quelli che immaginiamo di essere: se stiamo a testa bassa e ci contiamo fra noi, siamo pochi; se alziamo la testa e guardiamo al Signore risorto che si fa incontro a tutti, allora siamo molti. È l’umanità redenta. Guardiamo la Chiesa con fede e nella luce della fede troveremo anche la speranza, l’entusiasmo. Un entusiasmo umile, perché il nostro impegno, anche il più generoso, sarà sempre inadeguato. La Chiesa di Cristo è più grande di noi: si può contemplare e si deve servire, ma non si può comandare. Anche quando avremo fatto tutto ciò che ci è stato richiesto, siamo semplici servi (cfr. Lc 17,10). Noi passiamo e ci dileguiamo, come tutte le persone di questo mondo, mentre la Chiesa con i suoi sacramenti resta sempre nei secoli, perché il Risorto rimane con gli uomini e le sue parole non passeranno (cfr. Mt 24.35 e par.).
L’evento sacramentale che oggi celebriamo ha origini antichissime. È stato rinnovato alcune parti rituali, ma la consacrazione degli Oli è la stessa. Da San Romolo in poi sono passati tanti vescovi (almeno 65 nel corso del secondo millennio hanno officiato in questa cattedrale), sono cambiati i preti, ma non i sacramenti. Bella la Chiesa, sempre la stessa e sempre nuova! Con gli occhi della carne vedo l’esteriorità e mi limito alla cronaca, ma nella luce dello Spirito contemplo il mistero e scopro la presenza del Signore. Allora mi sento avvolto nella bellezza dei sacramenti che rinnovano le persone, mi rendo disponibile allo Spirito Santo.

Chiesa per il mondo.
Cosa può fare la Chiesa per la pace, per la concordia fra i popoli e fra le singole persone? Se guardiamo solo a noi e alle nostre forze, possiamo dire e fare ben poco. Ma se consideriamo la presenza del Signore, se guardiamo alla realtà vera della Chiesa, allora tutto diventa possibile. La seconda lettura ci ha detto che il Signore “viene e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto. Egli è colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!” (Ap 1,7-8). Guardando a Gesù, cresce la speranza. La nostra fede è la vittoria che vince il mondo (cfr. 1Gv 5,4).
I virus ci hanno fatto sperimentare che siamo fragili, ma la fede ci ricorda che “tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4,13; cfr. (2 Cor 12, 9-10; ; cfr. anche Lc 17,6). I virus ci hanno fatto toccare con mano che non esistono confini e che rischiamo sempre ci contagiarci a vicenda nella pandemia, ma la Chiesa è chiamata (noi nella Chiesa siamo chiamati) a contagiare tutti nel bene. C’è il contagio buono dell’amore, dell’unità, della pace… Questa è la vocazione della Chiesa nel mondo e per il mondo.
Il Crisma che ci consacra è olio profumato, è segno del profumo di Cristo. “Siano rese grazie a Dio, che diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo il profumo di Cristo. E chi è mai all'altezza di questi compiti? Noi non facciamo mercato della Parola di Dio, ma con sincerità e come mossi da Dio, sotto il suo sguardo, noi parliamo in Cristo” (2Cor 2,14-17). È questa nostra dignità. Questa anche la nostra responsabilità.
Intorno a noi c’è aria di festa e di vacanze pasquali, c’è desiderio di divertimento e nelle piazze si fanno rare le manifestazioni contro la guerra, ma noi cristiani durante le solennità pasquali dobbiamo intensificare la preghiera per la pace e con la predicazione e i sacramenti dobbiamo promuovere la civiltà dell’amore. Parola di Dio, sacramenti, santità di vita… ecco il profumo di Cristo. La fragranza, quando c’è, si sente e si spande da sola. Se lasciamo che il Signore risorto ci rinnovi per una vita che sa di pulito, sanificheremo l’aria intorno a noi. Noi siamo vasi aromatici che contengono il profumo; l’aria nuova che fa respirare il mondo viene dal Signore.
[il segno del bergamotto offerto ogni anno dalla diocesi di Locri a tutte le cattedrali d’Italia: prodotto da una cooperativa di giovani su terreni sequestrati alla Ndrangeta. Sulle colline del malaffare si produce ora il profumo che in tutta Italia serve per i sacramenti che santificano le persone]

 

Carissimi fratelli e sorelle, portiamo gli Oli santi nelle nostre parrocchie. Viviamo con fede i sacramenti pasquali e lasciamoci rinnovare. Siate per tutti il profumo soave di Cristo, contagiate tutti con la sua pace.
Preghiamo con fede il Signore in questa Pasqua e in ogni giorno dell’anno. Preghiamo per noi, per la nostra Chiesa fiesolana, per tutta la Chiesa: “Consacraci nella verità, perché siamo tutti una sola cosa, perché il mondo creda…” (cfr. Gv 17,17.21).
Preghiamo per gli ucraini e per i russi, per tutti i popoli della terra: “Tu ci hai redenti, Signore, con la tua croce e la tua resurrezione, salvaci o Salvatore del mondo”.

+ Mario Vescovo

Diocesi di Fiesole

P.tta della Cattedrale, 1
50014 Fiesole (FI)
tel e fax: (+39) 055 59242
C.F: 94004010487

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