"Il Sinodo è uno stile di vita che caratterizza il cristiano"

camm sin1Inizio del cammino sinodale

 Con la celebrazione di domenica 17 ottobre il Vescovo Mario ha invitato alla preghiera per l'inizio del cammino sinodale proposto dai vescovi italiani. Alla presenza di fedeli e sacerdoti rappresentativi di tutta la Diocesi ha offerto nella sua omelia le coordinate essenziali per entrare nello spirito di questo cammino: "un modo di essere che scaturisce dalla fede".

La centralità del "noi ecclesiale", il servizio, l'ascolto attento dello Spirito sono le priorità del tempo presente - come di ogni tempo della Chiesa - e sono contemporaneamente grazie da chiedere, con umiltà, a Dio Padre.

A seguire il testo completo dell'omelia:

camm sin2Papa Francesco, il 24 aprile 2021, ha approvato un nuovo itinerario per giungere alla XVI Assemblea del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano nell’ottobre 2023. Il percorso si articolerà in tre fasi: prima nelle singole diocesi, poi in ciascuno dei cinque continenti e infine a livello di Chiesa universale a Roma con il papa. Questa articolazione in tre fasi diverse è stata voluta per favorire un ascolto reale del Popolo di Dio e per cercare di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, in modo che, quando il papa si riunirà insieme ai delegati che verranno a Roma da tutte le nazioni del mondo, possa avere davanti non solo il parere di alcuni illustri esperti e di alcuni vescovi ben preparati, ma, per quanto possibile, il sentire comune di tutto il Popolo di Dio. Nella Chiesa l’ultima parola spetta al papa (ordinariamente è una “Esortazione apostolica”), ma il papa vuole prima ascoltare i delegati da tutto il mondo e prima ancora vuole in qualche modo ascoltare tutti, ben sapendo che lo Spirito Santo parla a ciascuno e ciascuno può offrire il suo contributo.

Proprio questo vuol dire l’antica parola “sinodo”: cammino da fare insieme, sotto la guida dello Spirito Santo. Imparare ad ascoltarci per camminare insieme: questo l’argomento del prossimo sinodo tutti insieme siamo chiamati a prepararlo. Sappiamo che lo Spirito Santo ci ricorda le parole del Signore: dobbiamo ascoltarlo. Sappiamo che lo Spirito Santo è donato a tutti e si “esprime con gemiti inesprimibili”: dobbiamo metterci in ascolto del maggior numero possibile di persone per trovare in tutti qualche traccia di quell’“inesprimibile” che viene da Dio. Tanto più che, proprio imparando ad ascoltare tutti, saremo credibili nell’annunciare il Vangelo e sapremo anche sintonizzarci meglio sulle reali necessità della gente.

Stasera non è il momento di indicare le iniziative da prendere o di entrare in dibattito sugli argomenti da trattare. Il Consiglio Pastorale diocesano è al lavoro per accogliere le istanze della Santa Sede e della Conferenza episcopale e proporre l’itinerario diocesano dei prossimi mesi. A breve saranno date indicazioni a questo riguardo.

Stasera è il momento della preghiera. Preghiera per noi, per la nostra diocesi e per tutta la Chiesa. Preghiera in comunione con papa Francesco e con tutti i fedeli del mondo. Preghiera allo Spirito perché nessuno abbia a indurire il cuore e non ascoltare oggi la voce del Signore, perché nessuno abbia paura quando ci vengono indicati nuovi traguardi e ci viene richiesta la conversione a nuovi stili di vita.

Sì, perché il Sinodo è prima di tutto uno stile di vita che caratterizza il cristiano, un modo di essere che scaturisce dalla fede: c’è un solo e è sopra tutti (nessuno ne ha il monopolio) è presente in tutti perché di tutti è Creatore e Padre e per tutti ha mandato il suo Figlio nel mondo. Ciascuno poi ha ricevuto da Dio un particolare dono dello Spirito santo. Ascoltando tutti, ci accostiamo più integralmente a conoscere la volontà di Dio.

Stasera dobbiamo chiedere al Signore di rinnovare il nostro stile di vita, il nostro modo di essere cristiani, il nostro senso di appartenenza alla Chiesa.
In questo santuario della “Madonna delle grazie” vogliamo affidare la nostra preghiera all’intercessione della Madre di Dio e domandare a lei specialmente tre grazie.

camm sin3La prima grazia: il “noi”. Che possiamo imparare l’uso del noi, imparare a ragionare e ad esprimerci pensando al plurale: l’io per riconoscere i peccati e chiedere perdono, il noi per cercare insieme la volontà di Dio. Non capirò Dio e non mi sentirò a mio agio nella Chiesa finché continuerò a pensare e a dire “io”.
La seconda grazia: il servizio. Che possiamo imparare dal Vangelo (il brano di oggi e tutto il Vangelo), il senso del servizio come espressione della vera maturità umana e cristiana: una persona è matura solo quando è capace di mettersi a servire. Voler apparire e primeggiare serve solo a suscitare invidie e divisioni; mettersi a servizio, intercettare il bene degli altri, cercare il bene comune infonde pace e crea concordia. La Chiesa sarà credibile davanti al mondo nella misura in cui ciascuno di noi sarà capace di farsi ultimo e di mettersi a servizio degli altri. Ovviamente non servire “a modo mio”, ma renderci disponibili verso tutti e gradevoli a ciascuno.
La terza grazia: la preghiera come espressione di fiducia nello Spirito Santo che guida la Chiesa e il mondo. Non sappiamo dove vorrà condurci, ma vogliamo lasciarci guidare da Lui, vogliamo sentirci sicuri che Lui conosce il nostro bene e lo sa far coincidere con il bene di tutti.
“Con la fiducia e con la libertà del figli, diciamo a Dio: …Sia fatta la tua volontà”.

Guardando a Maria, Madre di Dio, facciamo nostra la sua risposta di fede “Eccomi, sono la serva del Signore, si compia la tua parola”.

+ Mario Vescovo

Diocesi di Fiesole

P.tta della Cattedrale, 1
50014 Fiesole (FI)
tel e fax: (+39) 055 59242
C.F: 94004010487

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