Lettera del Vescovo in vista della "Giornata per il sostegno economico alla Chiesa"

Carissimi sacerdoti,
si avvicina la prima domenica di maggio e siamo tutti invitati a mettere in atto la giornata per il sostegno economico alla Chiesa. Il sostegno economico alla nostra Chiesa costituisce un argomento delicato sotto molti punti di vista e proprio per questo deve essere preso in considerazione con intelligenza e con la necessaria serietà.

Capisco il disagio che tutti traviamo quando si deve parlare di denari in chiesa. È giusto che sia così. Un certo pudore su questi argomenti non nuoce mai.
Al tempo stesso però c’è un dovere di giustizia che ci chiede di render conto di quello che riceviamo, di ringraziare chi a diversi livelli e in vario modo si impegna per trovare ed erogare i fondi necessari e anche adoperarci per far sì che le risorse non abbiano ad esaurirsi.Al dovere di giustizia si aggiunge poi la preoccupazione per il futuro: non mancherà certamente la provvidenza, ma le difficoltà che si stanno affacciando sono notevoli.

È bene che ne parliamo serenamente
Senza dubbio il primo pensiero che viene spontaneo può essere questo: già dobbiamo pensare alle casse delle nostre parrocchie che sono vuote; se possiamo chiedere un contributo ai fedeli lo chiediamo per la parrocchia; ai problemi più generali penserà la CEI.
Emotivamente questo pensiero è comprensibile, ma in realtà pensare solo al nostro piccolo non basta e la tenuta delle risorse più ampie, attualmente il sistema dell’8x1ooo, è un problema reale che riguarda direttamente tutti. Senza quelle risorse con le nostre sole forze faremmo ben poco. La CEI si sta adoperando da sempre con grande cura e continuerà ad attivarsi con ogni sforzo possibile anche in futuro, ma la nostra attenzione e il nostro impegno di sensibilizzazione sono indispensabili.

Il caso si sta facendo molto serio
Diciamolo candidamente: finora ci siamo abituati a trovare ogni mese lo stipendio fisso senza alcuna preoccupazione da parte nostra (pensiamo ai drammi che in questo momento stanno vivendo molte famiglie). Ora dobbiamo prendere atto che in futuro (un futuro ormai prossimo) anche il nostro stipendio non sarà più così scontato e soprattutto non saranno sicuri i vari contributi di cui beneficiano le nostre parrocchie (beni culturali, edilizia di culto, ecc…). Quante parrocchie sono in grado di compiere restauri strutturali con le loro proprie risorse finanziarie? Le stesse iniziative di carità quanto ne risentirebbero? A partire dalle denunzie dei redditi che vengono presentate quest’anno, il calo dell’IRPEF relativo al 2020 sarà davvero notevole e per conseguenza nel 2024 i fondi dell’8xmille saranno estremamente esigui. È assai presumibile che il trend continuerà poi così anche negli anni successivi. La CEI sta predisponendo alcuni provvedimenti che facciano da paracadute, ma le prospettive saranno comunque difficili. Il giubileo del 2025 verrà a coincidere con l’inizio di un “periodo di vacche magre”.

Prendiamo molto, ma contribuiamo poco
Se diamo un’occhiata agli allegati, cogliamo subito alcuni dati che devono farci riflettere attentamente.
Per quanto riguarda il sostentamento del clero notiamo che durante l’anno 2019 i sacerdoti della nostra diocesi che ogni mese hanno ricevuto puntualmente il proprio stipendio sono 169 (oltre i sacerdoti diocesani vi sono alcuni religiosi che prestano servizio in diverse chiese e in diverse attività). I redditi dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, le offerte liberali e i contributi previsti dalle parrocchie sarebbero sufficienti a mantenere soltanto 14 o 15 sacerdoti in tutta la diocesi. Nel 2019 l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero ha emesso per i sacerdoti della nostra diocesi 2.205.071,47 € e il nostro IDSC (che pure è tra quelli ben virtuosi) ha potuto inviare all’Istituto Centrale 235.270,00 € (cioè il reddito dei patrimoni diocesani: ex benefici, ecc.).
Le cosiddette “offerte liberali” provenienti dalla nostra diocesi nel 2018 sono state 186, inviate da 146 persone, per un totale di 15.647,00 €.
Consideriamo poi che, oltre quanto erogato per il sostentamento del clero, ogni anno vengono assegnati alle diocesi i contributi ordinari per culto e pastorale e per esigenze di carità (anche se nel nostro caso in questi anni una parte notevole di questi contributi ci viene trattenuta come restituzione di un anticipo che la nostra diocesi ha ricevuto dalla CEI senza interessi). Inoltre per restauro di beni culturali e per edilizia di culto nel 2019 sono stati erogati oltre 1.200.000 € per vari cantieri in diverse parrocchie della nostra diocesi.
Proviamo a immaginare come cambierebbe la nostra vita e quali problemi si presenterebbero senza questi fondi, o con una loro notevole diminuzione.

Cosa pensare e mettere in atto per il futuro?
Noi non siamo certamente capaci di avere la soluzione piena di questi problemi, ma possiamo offrire con serena coscienza il nostro contributo. In particolare tutti possiamo e dobbiamo:

a. parlare chiaramente e con serenità di quanto riceviamo ogni mese, grazie anche (e soprattutto) all’istituzione dell’8/ooo: si tratta di uno stipendio modesto (anche senza tredicesima), ma dignitoso;
b. pensare all’Istituto per il Sostentamento del Clero e più generalmente alla CEI con animo grato (in tutti questi anni non c’è stato mai un ritardo nella erogazione mensile);
c. parlare del sostegno a molte opere di carità che è stato possibile grazie all’8xooo (quest’anno c’è stata anche erogazione straordinaria a motivo della pandemia);
d. parlare dei lavori fatti con i fondi provenienti dall’8xooo nelle nostre parrocchie o nelle parrocchie vicine (restauro di beni culturali, edilizia di culto);
e. favorire le “offerte liberali”: il numero delle persone che fanno offerte è molto importante e ha un forte significato “politico”; il numero deve crescere: magari offerte piccole ma numerose (ad es. anziché un’unica offerta da parte di una famiglia, meglio diverse offerte più piccole a nome di diversi componenti del nucleo familiare);
f. sensibilizzare le persone ad apporre la propria firma per la Chiesa cattolica: parlarne ai fedeli caldamente e cercare contatto virtuosi con commercialisti e agenti dei diversi patronati;
g. esporre all'ingresso della chiesa il materiale divulgativo (depliant, manifesti) in modo che i fedeli possano prenderne adeguata conoscenza (il materiale è in deposito in seminario e può anche essere chiesto al delegato diocesano)
h. una volta all'anno in ogni parrocchia distribuire il depliant con il bollettino postale, invitando a inviare offerte (anche piccole)
i. in ultimo (ma non ultimo) anche noi sacerdoti potremmo inviare qualche “offerta liberale”, come piccolo segno di riconoscenza per quanto riceviamo.

Possono sembrare molte iniziative, ma in realtà si tratta di piccolissime attenzioni. Piccole, ma importanti.

Un sogno (realistico) per quest’anno
Con un pizzico di impegno da parte di ciascuno un sogno potrebbe diventare realtà:
- raddoppiare il numero delle offerte liberali (il numero degli offerenti, a prescindere dalla consistenza delle singole offerte),
- far aumentare le firme in favore dell’8x1ooo.
Sarebbe davvero un bel segnale in tempo di crisi.

Per ogni necessità o chiarimento ci si può rivolgere al vicario generale, all’economo, a don Luca Meacci per l’Ufficio Amministrativo e soprattutto a Claudio Certini, incaricato diocesano per il “la promozione del sostegno economico della Chiesa Cattolica”, che resta pienamente disponibile per ogni aiuto e chiarimento (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 3384038170).

A tutti un caro e cordialissimo saluto con un grazie sincero per il vostro impegno costante nel servire la nostra Chiesa.

In allegato la lettera dell'incaricato diocesano Claudio Certini:
lettera incaricato 8x1000 2021

Diocesi di Fiesole

P.tta della Cattedrale, 1
50014 Fiesole (FI)
tel e fax: (+39) 055 59242
C.F: 94004010487

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