CONVOCAZIONE DIOCESANA PER IL DOCUMENTO DI SINTESI

Domenica 8 febbraio 2026 si e’ tenuta la Convocazione diocesana per la presentazione del documento di sintesi del cammino sinodale delle chiese in Italia.

Nella chiesa della Theotokos di Loppiano, alla presenza di una numerosa presenza laicale , il gesuita Giacomo Costa ha illustrato le coordinate di questo documento, in vista del prossimo passaggio: l’attuazione di quanto emerso.

Il 9 ottobre 2021 con il discorso tenuto da Papa Francesco nell’Aula del Sinodo in Vaticano e con la Celebrazione Eucaristica nella Basilica di S. Pietro del giorno dopo, domenica 10 ottobre, si è dato inizio al Sinodo che ha per tema la sinodalità della Chiesa. Cioè la Chiesa ha sentito il bisogno di riflettere su se stessa per meglio capire come poter annunciare il Vangelo fedelmente ed efficacemente nel mondo di oggi.

Esso comprende due Sessioni: la prima nell’ottobre 2023, la seconda nell’ottobre 2024.

La prima Sessione è stata preparata attraverso la consultazione a 360 gradi del Popolo di Dio attraverso il metodo del Gruppi Sinodali che è durata due anni. Questa prima fase è stata chiamata “narrativa” perché ha ascoltato il racconto dei fedeli sulla loro esperienza di Chiesa. In Italia sono stati oltre 500.000 i fedeli coinvolti nei Gruppi Sinodali. Di quanto è emerso è stata fatta una sintesi che è stata condivisa nell’Assemblea del Sinodo dal 4 al 28 ottobre 2023, sul tema “Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione”. Anche la nostra diocesi ha inviato a Roma la propria sintesi.

Sono stati individuati 5 temi che stanno particolarmente a cuore al Popolo di Dio, secondo quanto emerso nella fase di ascolto: la missione secondo lo stile di prossimità; il linguaggio e la comunicazione; la formazione alla fede e alla vita; la corresponsabilità e la ministerialità; il cambiamento delle strutture.

Essi hanno costituito la base per la seconda fase del processo sinodale: il discernimento, cioè cercare di comprendere cosa il Signore vuole che facciamo in questi ambiti per rendere la Chiesa più missionaria. È la seconda fase, detta “sapienziale”. Ogni diocesi doveva scegliere uno o due di questi temi per fare il discernimento. La nostra diocesi ha scelto “la formazione alla fede e alla vita” e ad aprile ha inviato il suo contributo a Roma.

Nel maggio 2024 i Vescovi italiani riuniti in Assemblea a Roma hanno concluso la seconda fase e approvato un nuovo documento che raccoglie i contributi delle diocesi italiane della fase sapienziale che formerà la base per l’ultima fase, detta “profetica” che si terrà a Roma nel mese di ottobre 2024, in cui saranno date le indicazioni pratiche per rinnovare la Chiesa.

Il gruppo sinodale

“Il metodo del gruppo sinodale ci fa toccare con mano la presenza dello Spirito Santo che rende possibile il silenzio, l’ascolto, la sincerità, la fiducia reciproca e la comunione. “Ne usciamo sempre con una fede rafforzata”: questo è ciò che dicono coloro che vi hanno preso parte”.
Il Gruppo Sinodale deve diventare parte integrante della vita delle nostre comunità e dell’attività pastorale.
Qui trovate il sussidio per facilitare la formazione dei gruppi sinodali durante lo svolgersi dell’anno pastorale nei suoi momenti più significativi, per esempio: “nella prima riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale; all’inizio dell’anno pastorale; in una riunione dei catechisti; in un incontro con i genitori del catechismo; con i ragazzi che hanno fatto la cresima; in preparazione alla festa del Patrono o del Perdono ecc. Sono solo alcuni suggerimenti che vogliono incoraggiare la creatività di ciascuno. L’importante è non perdere questo metodo perché serve meravigliosamente a coltivare lo spirito di comunione nelle nostre comunità. Siamo infatti generalmente molto bravi nel creare e curare tante iniziative ma bisogna guardarci dal rischio di dimenticare lo spirito ecclesiale che sempre ci deve contraddistinguere, se no finiremmo col comportarci come una “agenzia sociale”. Anche se può sembrare “improduttivo”, in quanto non si organizzano cose, il gruppo sinodale ha invece una valenza fondamentale nella formazione alla ecclesialità, all’ascolto e al dialogo. Ci aiuta ad essere Chiesa in tutto ciò che facciamo, ad essere più uniti, rendendoci alla fine più produttivi e fecondi nelle iniziative pastorali perché, quando la Chiesa è Una, è benedetta da una speciale grazia di Dio”.