Omelia per la chiusura del Giubileo del 2025
Esattamente un anno fa eravamo qui per aprire l’anno del giubileo. Pellegrini di speranza trovammo aiuto nella Liturgia della Parola, anche allora della festa della Sacra Famiglia, che ci insegnava l’atteggiamento di ascolto della realtà, dove il Signore ci parla. Il suono dello jobel, il corno che annunciava la riconciliazione piena con Dio, ci ricordava di farci attenti alla voce di Dio nella nostra coscienza e alla voce del nostro prossimo che domanda giustizia e amore.
Uscimmo da qui colmi di pace e di gioia, per esserci ritrovati insieme, sentendoci Chiesa, Comunità unita dalla fede in Cristo. Ringraziammo Dio per questo dono che abbiamo ritrovato e vissuto più volte durante questo anno di grazia.
Partito un po’ in sordina, non avendo avuto la lunga preparazione e la pubblicità del Giubileo del 2000, quello che stiamo concludendo è già diventato il Giubileo dei record: ad oggi sono 32 milioni i pellegrini arrivati a Roma, più del Giubileo del 2000 che aveva anche la forza del carisma di Giovanni Paolo II. Rispetto ad allora sono triplicati i pellegrini provenienti dall’Africa e dall’Asia, il 300% in più rispetto al 2000, fra le nazioni europee i primi ovviamente sono gli italiani secondi i polacchi e terzi udite udite i francesi. Una delle nazioni più laiciste d’Europa, la Francia, sta vivendo un risveglio del cristianesimo impressionante, dovuto a cosa? Quale geniale strategia pastorale ha risvegliato la fede in Francia? Viene da pensare alla forza della Comunione dei Santi che abbiamo riscoperto nella dottrina dell’indulgenze. La schiera dei santi che ha avuto la Francia forse ha a che fare con questo fenomeno.
La nostra diocesi ha partecipato al programma ufficiale del Giubileo recandosi in pellegrinaggio a Roma con le varie delegazioni:
Il Giubileo dei diaconi a febbraio, e poi, seguendo l’ordine cronologico, i Giubilei del mondo del volontariato, degli adolescenti, delle persone con disabilità, delle famiglie, dei seminaristi, dei sacerdoti, dei giovani, dei catechisti, del mondo missionario, del mondo educativo, con gli insegnanti di religione, culminando con il grande pellegrinaggio dell’11 ottobre insieme alle chiese di tutta la Toscana, 17 Diocesi per un totale di quasi 9000 Pellegrini, 1500 dei quali della nostra diocesi fiesolana. Poi i pellegrinaggi a Roma organizzati dalle singole parrocchie.
Nel territorio della diocesi ci sono stati i pellegrinaggi verso le Chiese giubilari: la Basilica – Santuario Mariano Diocesano di Maria SS. delle Grazie a San Giovanni Valdarno;
il Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso;
la Chiesa abbaziale S. Maria Assunta in cielo a Vallombrosa;
la Chiesa parrocchiale di S. Niccolò a Radda in Chianti;
la Chiesa del Monastero domenicano di Santa Maria della neve e S. Domenico a Pratovecchio;
la Chiesa della Theotokos a Loppiano.
E’ stato un Giubileo con due Papi, iniziato da Papa Francesco che ci ha lasciati il 21 aprile e proseguito da Papa Leone XIV, eletto in meno di 24 ore, mentre ci si aspettava un conclave lungo, sia per la difficoltà ad individuare il successore di Papa Francesco sia per il grande numero dei cardinali, 133 elettori, provenienti da 70 paesi diversi, la maggior parte al loro primo conclave in quanto creati da Papa Francesco, (108 su 133), il conclave più numeroso della storia.
Tutto ciò, ci dice, cari fratelli e sorelle, che Cristo vive in questo tempo complicato e tragico, Cristo è vivo e opera nella storia, fedele alla sua promessa: Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Cristo vive nella sua Chiesa: non dimenticate che siete in membra del suo Corpo a causa di questo immenso sacramento che è il battesimo, siete Corpo di Cristo che si nutre della celebrazione eucaristica domenicale, Comunità che rende presente Cristo nel mondo.
Cosa ci lascia il Giubileo? Senza dubbio la consapevolezza di essere popolo di Dio (è stato bello sentir dire dai pellegrini di ritorno dal pellegrinaggio di tutte le diocesi toscane: oggi ci siamo sentiti davvero una unica Chiesa) un popolo che cammina nella storia in mezzo a innumerevoli difficoltà e fragilità ma sostenuto da Cristo risorto, che è asceso al cielo, si è assiso alla destra del Padre e da lì opera continuamente nel mondo per congiungere l’umanità “più strettamente a sé e renderla partecipe della sua vita gloriosa” (LG 48). Abbiamo toccato con mano questa presenza del Signore, ed è avvenuto perché ci siamo radunati insieme permettendo così alla Chiesa di manifestarsi, una Chiesa ansiosa di far conoscere il Redentore dell’uomo a tutti, e questo lo si può fare soltanto insieme, non esistono missionari isolati, anche quando testimoni da solo la tua fede là dove lavori, per esempio, sei sempre collegato con la Comunità.
Continuiamo pertanto a camminare insieme: ora ci aspetta il compito di realizzare il Sinodo per diventare sempre più missionari partendo dall’essere comunità. Infatti tanto più siamo comunità tanto più rendiamo presente Cristo. Sarà molto importante la formazione aperta a tutti per approfondire la Parola di Dio e crescere nella coscienza di essere Chiesa. Domenica 8 febbraio alla Theotokos di Loppiano ci troveremo per lanciare questo rinnovamento sinodale per tutta la nostra diocesi.
Noi stessi siamo il frutto di chi ha dato la vita per annunciarci il Vangelo. Nel 2028 celebreremo il rendimento di grazie per i mille anni di questa Cattedrale, ricordandoci di coloro che hanno fondato la nostra Chiesa diocesana annunciando il Vangelo a prezzo della vita, San Romolo e tutti gli altri. Pertanto, cari fratelli e sorelle qui convenuti da tutte le parti della diocesi, nella Cattedrale che funge un po’ da volto della diocesi, la fototessera che ci identifica, permettete che mi rivolga a voi, che siete stati “scelti da Dio, santi e amati”, (seconda lettura), e che vi dica nel nome del Signore e con affetto: “rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato – è stata l’esperienza del Giubileo – così fate anche voi”, con amore. “E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!” E “qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del signore Gesù” che vi ha amato e ha dato e dà continuamente sé stesso per voi! Amen.
