Omelia per la Veglia di Natale 2025
Nel silenzio di questa notte si sente il vagito di un bimbo. Non si odono parole, solo una vocina di pianto che risuona nella notte, tutto il resto è avvolto nel silenzio. Siamo qui ad ascoltarlo insieme, cosa sta chiedendo? Come possiamo calmarlo? Questo pianto non viene dalla città, il Bambino si trova fuori, in aperta campagna, là dove ci sono le stalle per gli animali, lontano dall’abitazione degli uomini in una stalla, forse sente il freddo, certamente ha fame.
Potessimo tradurlo in parole questo vagito cosa ci direbbe? Esso si ripete senza sosta, sempre uguale, come fanno i neonati, ma l’evento di questa notte è tale che una sola interpretazione è possibile, nessun altra, esso ci sta dicendo: “Vi amo”, questo è il suono monocorde che risuona questa notte, solo questo.
Il Bambino traduce in verso umano ciò che viene dall’alto dei cieli, è quella gloria che gli angeli cantano: il Gloria a Dio nell’alto dei cieli, altro non è che l’amore eterno da cui tutto viene e verso cui tutto va, un amore che chiede una sola cosa all’umanità: di essere compreso e accolto. Sì, è evidente, l’umanità ha tanto bisogno di questo amore. L’eterno Dio affida a un neonato il compito di dire questa unica parola al mondo intero, “vi amo”, e non si quieta finché non ha risposta, come avviene quando l’amore della mamma lo attacca al suo seno. E in effetti è così: chi ti dice, ti amo, si aspetta la reciprocità dell’amore. Cosa possiamo fare, dunque, o Signore, per calmare il tuo pianto di infante? Tu ci rispondi: amate. Amatemi e amatevi. Rendetevi conto di quanto vi amo e amatevi gli uni gli altri sul serio. Pensatemi, meditate la mia Parola, nutritevi del mio Corpo, apritemi il vostro cuore perché io vi possa abitare stabilmente, non peccate affinché possa crescere in voi l’amore. Ma il vagito di Dio è anche dell’uomo, perché Dio si è fatto uomo. E cosa chiede ogni essere umano? Sempre l’amore.
È questa la buona volontà ricordata nell’annuncio angelico: pace agli uomini di buona volontà, la volontà di amare il nostro prossimo. Chi ode il pianto di un bimbo e si volta dall’altra parte pecca contro l’amore. Ascoltiamo, pertanto, nel silenzio di questa notte il pianto di tutti gli abbandonati, degli innocenti vittime di violenza, di chi conosce solo l’odio. Non dimentichiamo, però, i vagiti che provengono da vicino, entro il nostro raggio di azione, dalla nostra famiglia, dal nostro vicinato, dal nostro quartiere…lo sappiamo: ogni persona porta in sé un profondo bisogno di amore. E questo tesoro da donare ce lo abbiamo tutti, nessuno ne è privo, ognuno può calmare il pianto del Bambino dando amore. Chi invece cerca la propria gloria e non quella di Dio nell’alto dei cieli, non può essere una persona di pace in terra, chi rimane chiuso nel proprio ego soffoca il vagito del bambino, e imboccando questa china può giungere senza che se ne accorga a provare fastidio per tutto ciò che chiede amore. Erode infatti cercherà di soffocarlo e moltiplicherà orrendamente il pianto e il dolore inflitto agli altri perché diventato sordo alla sofferenza degli altri. Le persone di buona volontà invece stanno con i pastori che nel silenzio della notte odono il vagito e si muovono nella direzione da cui viene il suono raggiungendo la culla e vedono e credono nell’amore, e sono beati.
C’è un modo per raggiungere tutti i bisognosi evocati dal vagito del Bambino, oltre agli aiuti materiali. Possiamo rispettare i poveri, onorarli e dunque farci a loro vicini, osservando un tenore di vita giusto e leale nei loro confronti, liberandoci da preoccupazioni per cose superflue, non necessarie. E di fronte agli eventi tragici del momento possiamo fare qualcosa per migliorare la situazione di miseria materiale e di sofferenza morale di tante persone, aprendo il nostro cuore al vagito del Bambino udito nella solitudine dell’anziano, nel bisogno di presenza del genitore da parte di un figlio, di essere ascoltato da parte del coniuge, di essere consolato da parte di chi si è smarrito, di chi chiede la nostra vicinanza. Facendoci attenti al bene del nostro prossimo, ogni notte si riempie di luci e il vagito del Bambino viene accompagnano da canti celesti, grazie all’amore che ognuno ha saputo dare e la terra comincia a mostrarsi meno triste. Gesù, Signore, aiutaci ad amare.
