Celebrazione inaugurale del restauro dell’organo al Vivaio
Sabato 1 febbraio celebrazione eucaristica e a seguire concerto di inaugurazione e collaudo alla Parrocchia del Vivaio a Incisa, al termine dei lavori di restauro dell’organo. Inizio alle ore 17:00.
Quando si varca la soglia della chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Vivaio di Incisa Valdarno, convento francescano dei Frati Minori dalla fine del ‘400 fino al 1983, si rimane incantati dalla bellezza della sua architettura cinquecentesca e dei suoi arredi tardo-barocchi, che sembrano realizzati di fresco.
Questo perché l’interno della chiesa, con gli stucchi, le tele pittoriche e le decorazioni, è stato sottoposto a un profondo e completo intervento di restauro intorno nell’anno 2007, quando la gestione della parrocchia era affidata ai sacerdoti del Movimento dei Focolari. Allora, grazie allo sforzo congiunto di numerose e benemerite fondazioni, aziende, enti pubblici e privati, e alla generosità dei fedeli incisani, fu possibile operare uno straordinario recupero e restituire a questo monumento di fede, di storia e di arte sacra, il suo antico splendore.
Tuttavia, in quegli anni, non fu realizzato il restauro dello storico organo, con la sua meravigliosa cassa e cantoria, fatto questo che lasciava un senso di incompiutezza a tutto l’intervento precedente. Con l’aiuto della perizia, della generosa cura e della personale amicizia del M° Michele Manganelli, Direttore della Cappella Musicale del Duomo di Firenze, nel Consiglio Pastorale della parrocchia, un anno fa, si è presa la decisione di affidare il restauro alla prestigiosa ditta organara Mascioni di Azzio, che già nel 2007 aveva realizzato uno studio del nostro organo.
Sono dunque lieto, oggi, di presentare al nostro Vescovo Mons. Stefano Manetti, al nostro Vescovo emerito Mons. Mario Meini, ai reverendi confratelli della Diocesi di Fiesole, ai carissimi parrocchiani e a tutta la cittadinanza di Incisa Valdarno, il restauro di questo favoloso strumento che dal 1706 aveva accompagnato qui la celebrazione dei divini misteri, ma che da molti anni giaceva muto sotto la polvere.
Nell’anno in cui celebriamo il Giubileo dei 2025 anni dalla nascita del Salvatore, il Signore nostro Gesù Cristo, anche i lavori di recupero dell’organo – come ebbe a dire il compianto Vescovo Mons. Luciano Giovannetti, scomparso solo pochi mesi fa – possono essere “il segno visibile del rinnovamento interiore a cui tutti i credenti sono invitati, per continuare a progredire nel generoso esercizio della carità”.
Consapevole dell’importanza del canto sacro, e con esso dell’organo a canne, sovrano di tutti gli strumenti musicali, per la lode di Dio e l’edificazione dei fratelli nella Liturgia, che è culmine e fonte della vita della Chiesa, desidero ringraziare dal profondo del cuore tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione di quest’opera. Invoco su tutti loro e sulle loro famiglie l’intercessione dei santi Cosma e Damiano, di San Francesco D’Assisi, di Sant’Antonio di Padova, e di Maria Immacolata, Madre di Dio e antica patrona di questo convento.
Don Riccardo Nepi, Parroco
