Mobilità, alimentazione sostenibile ed energie rinnovabili

Le tematiche dell'ultimo incontro a cura del circolo Laudato Si'

In occasione del 50esimo anniversario della Giornata Mondiale della Terra non potevano non dedicare uno dei nostri incontri ad alcuni stili di vita che più impattano nella cura del Creato: mobilità e alimentazione sostenibile, uso domestico di energia da fonti rinnovabili.
Naturalmente queste attenzioni possono scaturire da diverse buone motivazioni, noi essendo un circolo che si ispira all’enciclica Laudato Si’ , all’inizio di ogni incontro, riflettiamo su quelle che nascono dalla conversione ecologica del cuore.

Don Luca Albizzi è partito dall’esperienza di S. Francesco di Assisi.
Possiamo essere portati a credere che un inno di lode a Dio e alla bellezza della vita come il Cantico delle Creature, o Cantico di Frate Sole, fosse stato composto da Francesco in un momento particolarmente felice della sua vita. Invece nasce in un altro contesto ci dicono le fonti francescane: una mattina della primavera del 1225 , dopo una notte tormentata dal male fisico e in compagnia dei topi che saltellavano incuranti intorno e sopra di lui, una notte passata in preghiera supplicante, è sgorgato dal cuore del Poverello la consapevolezza che anche in quel momento poteva aprire gli occhi alla bellezza e armonia del creato e darne lode al suo Creatore perché “consapevole di non essere separato dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri umani dell’universo una stupenda comunione universale” (LS n. 220), come cantiamo in chiesa “dolce capire che non son più solo ma che son parte di un’immensa vita! Dono di Lui e del suo immenso amore!”
Con questa riflessione don Luca ci ha incoraggiati a non vivere una vita superficiale ma a saper cogliere nel “libro della Natura” la bellezza che ci circonda, diminuendo i ritmi e facendo caso ai particolari che ci fanno sentire destinatari di doni curati nei particolari, intorno e dentro di noi! Una vita non concentrata sulle circostanze negative o dolori personali ma aperta sempre al farsi commuovere dalle cose belle e buone che intersecano la nostra esistenza! Solo così può nascere la gratitudine nei nostri cuori, gratitudine che va alla ricerca dell’amore di Dio nella Creazione come insegnava Ignazio di Loyola nei suoi Esercizi Spirituali quando incoraggiava la Contemplatio ad Amorem (Contemplazione per ottenere l’Amore) dove si propone a chi sta pregando di vedere come Dio è all’opera col suo Amore nel “libro della Natura”.
Con questi sentimenti nel cuore, con questa conversione ecologica del cuore, come non desiderare che tutte le creature siano “curate e custodite” come ci ha incaricati il Signore in Genesi? Come non volere incoraggiare quegli stili di vita che rispettano la Terra, la sua capacità di fornirci le materie prime piuttosto che esaurirle? Come non apportare quei cambiamenti nelle abitudini quotidiane di mobilità, dieta e uso dell’energia che possono portarci ad inquinare meno, a produrre meno gas che vanno a contribuire al riscaldamento globale e che si ripercuote negativamente primariamente sui poveri del mondo? ... Sì i nostri stili di vita indicano quando grati siamo al nostro Creatore e Dio per tutte le creature e quanto apprezziamo il Suo amore nell’avercele donate!

La seconda parte svolta da Elisabetta Angelucci, facilitatrice del cambiamento di Reggio Emilia, ci ha fatto comprendere quali cambiamenti possiamo portare alle nostre abitudini sulla mobilità e sull’alimentazione che rispecchino i sentimenti di gratitudine suddetti.
Secondo i dati ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) i settori della produzione di energia e dei trasporti restano responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti, per cui come possiamo incidere su queste emissioni? Favorendo sempre più una mobilità di questo genere:

* Passare al sistema di trasporti elettrico - ponendoci l’obiettivo di acquistare auto ibride o completamente elettriche che pur non essendo la panacea di tutti i mali dell’inquinamento, ma considerando l’intero ciclo di vita, daranno una mano nel diminuire il riscaldamento climatico riducendo le emissioni gas climalteranti.
* Mobilità condivisa (sharing mobility) – fare a meno di un auto in famiglia può fare bene anche al portafoglio - solo per gioco andate in uno di quei calcolatori del costo annuale di un auto che tiene conto dei costi diretti ed indotti e rimarrete “sorpresi” – vi sono moltissimi modi di condividere un auto sia in famiglia che con i vicini che usufruendo di quelle disponibili a noleggio , ma la mobilità condivisa è formata di molte altri strumenti, interessante il rapporto annuale che si trova in http://osservatoriosharingmobility.it
* Mobilità attiva – Pensiamo a come siamo abituati ad utilizzare veicoli motorizzati anche per andare a prendere il caffè dietro l’angolo , possiamo benissimo farne a meno sia per brevi e anche lunghi tragitti aumentando l’utilizzo della bicicletta e delle camminate combinate con l’utilizzo di bus, tram, trasporto pubblico elettrico, treno, metro...

Elisabetta Angelucci, per introdurci alla riflessione sull’alimentazione sostenibile ci ha fatto conoscere l’EducAttore Michele Dotti e la sua spiegazione dello Zaino Ecologico. Si tratta di un indicatore elaborato dal Wuppertal Institut per il Clima, l’Energia e l’Ambiente per misurare il peso dei nostri consumi sull’ambiente, misura in chili il carico di natura che ogni prodotto o servizio si porta sulle “spalle” in un invisibile zaino e si calcola sottraendo al peso dei materiali che abbiamo prelevato dalla natura per realizzare un prodotto o un servizio, il peso del prodotto stesso (tutto diverrà semplice e comprensibile vedendo il video di Dotti sulla sua pagina Facebook https://www.facebook.com/micdotti/videos/1531080477092718/
E’ chiaro che questo indicatore non si applica solo al consumo di carne, noi in questo incontro ci siamo concentrati su questo e cosa abbiamo visto? Che la produzione di carne, soprattutto proveniente dagli allevamenti intensivi, causa tre impatti negativi sull’ambiente:

* l’inquinamento dell’aria a motivo dell’emissioni di CO2
* un elevatissimo consumo di suolo
* un elevatissimo consumo di acqua

Uno studio del 2014 dell’Università di Siena, in collaborazione con la Stanfort University e l’università della California, ha confermato che i gas ad effetto serra emessi dagli allevamenti intensivi di bestiame sono circa il 10% delle emissioni globali a motivo dei processi digestivi di tali animali.
Gli allevamenti intensivi hanno bisogno di grandi estensioni di terra, destinati al pascolo, alla produzione di foraggio ed anche alla coltivazione di cereali dirottati dal consumo umano a quello del bestiame. Secondo un nuovo rapporto della FAO il 30% dell’intera superficie terrestre o il 70% delle terre agricole è impiegato per la moderna zootecnia a cui segue la questione del degrado del suole a motivo del sovrasfruttamento e di altre pratiche motivate dall’alta richiesta di carne.
Come è facile immaginarsi tutto ciò comporta un elevatissimo consumo di acqua di cui la disponibilità è sempre più preziosa e deve essere utilizzata con saggezza, quindi è interessante memorizzare lo zaino ecologico riferito al consumo di questo “oro blu” nella produzione di carne come si vede dalla seguente slide:
https://drive.google.com/file/d/17iGCBu_nr_EtfKWTKglhCNmbLrEEOxlc/view?usp=sharing
Come dicevamo secondo l’ ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) i settori della produzione di energia e dei trasporti restano responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti, per questo Francesco Stopani del GAS di Bucine Valdarno ci ha introdotto nella relativamente nuova realtà delle comunità energetiche, cosa sono?
Sono un’opportunità di votare col portafoglio dandoci la possibilità di scegliere e premiare le aziende produttrici di energia elettrica da fonti solo rinnovabili.
E’ vero che la transizione energetica, per le aziende che hanno puntato tutto sull’energie provenienti da fonti fossili, non potrà che essere graduale ma non dobbiamo essere ingenui e farci ingannare dal falso green, da aziende che si ammantano di scelte green per mantenersi i clienti ma poi investono pochissimo nella transizione verso le fonti rinnovabili e non accettano la sfida dell’abbandono delle fonti fossili! Teniamo conto pure, nelle nostre scelte, delle ricadute occupazionali, ma sappiamo che la nostra terra, i poveri e le nuove generazioni non possono più aspettare i giochetti di prestigio basati sull’interesse di pochi!
Torniamo alla comunità energetica.
È una coalizione di utenti che, tramite la volontaria adesione ad un contratto, collaborano con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno più impianti energetici locali da fonti solo rinnovabili.
In Italia ne sono sorte diverse nel corso del tempo e una panoramica la possiamo trovare nel testo M. Mariano - Come si fa una comunità energetica, Altreconomia, Milano 2020.
In italia i cittadini che vanno a formare queste comunità formano una cooperativa locale a cui possono associarsi cittadini di tutti gli altri comuni e regioni.
L’adesione può essere fatta in modalità di consumatore come faremo con una qualsiasi azienda fornitrice di energia elettrica oppure in modalità prosumer come produttore/consumatore, questo significa che se ho un pannello fotovoltaico posso immettere in rete la corrente in eccesso e condividerla con la comunità energetica a cui mi sono associato. Oppure posso divenire socio sovventore cioè partecipo al fondo di produzione della cooperativa investendo parte dei miei risparmi che permette di produrre energia per soddisfare le mie esigenze di consumo e/o consentire alla cooperativa di avere fondi per acquistare altri pannelli solari o impianti eolici per fornire il servizio ad altri utenti.
Tra le cooperative energetiche nel territorio italiano possiamo segnalare eNostra e WeForGreen Fattorie del Salento.
Chi non volesse unirsi ad una cooperativa del genere può sempre utilizzare il voto col portafoglio imparando a leggere bene la bolletta dell’energia elettrica.
In bella vista c’è sempre l’importo che si deve pagare, che dipende dai nostri consumi per circa il 40%. Tutto il resto sono corrispettivi per gli altri servizi di vendita, per i servizi di rete (i famosi oneri di sistema) e le imposte, che non dipendono dal fornitore. Ci sono però altre cose non meno importanti da osservare con cura: c’è il mix energetico, che è in sostanza l’insieme di fonti energetiche primarie utilizzate per la produzione dell’energia elettrica fornita. Questo ci dice da dove viene l’energia che fa funzionare lampadine, elettrodomestici e vari apparecchi: dal carbone o dal vento, dal petrolio o dal sole?
Quindi possiamo scegliere la compagnia che ha il mix energetico dove alla voce Fonti Rinnovabili corrisponde un bel 100%, come ad esempio Dolomiti Energia:

https://drive.google.com/file/d/1iEdZGHRtw4epRdnzoMiCgBJksmlyvffN/view?usp=sharing

Circolo Laudato si' di San Giovanni Valdarno

Diocesi di Fiesole

P.tta della Cattedrale, 1
50014 Fiesole (FI)
tel e fax: (+39) 055 59242
C.F: 94004010487

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