La tenerezza: l'atteggiamento per proteggere il mondo che Dio ci ha affidato

sgv5Il 30 settembre, al teatro della chiesa di S.Pietro e Paolo, si è tenuto il terzo incontro su come vivere la Laudato Si’ con l’intento di formare un gruppo di persone che credono fermamente che i veri cambiamenti partono dal cuore e dal basso. Questa almeno è la storia del Cristianesimo!
Sacerdoti e laici insieme si sono ritrovati in gran numero per ascoltare don Luca Albizi che ha spiegato quale tipo di educazione e quali pilastri sono alla base del cambiamento come indicato da Adriano Sella nel suo libretto “Dal Grido al cambiamento – Educhiamoci ai nuovi stili di vita con la Laudato Si’” Edizione EMI.

Domenica  4 ottobre dovevamo concludere con la Messa Laudato Si’, ma a motivo del mal tempo abbiamo dovuto rimandare a domenica 11 ottobre sempre nei pressi della chiesa di Renacci a San Giovanni V.no ore 16: siete calorosamente invitati a fare questa esperienza di fede con la sua peculiare liturgia, ispirata alla Laudato Si’.

«Per poter avviare il cambiamento degli stili di vita non bisogna pensare a fare cose straordinarie, fuori dalla nostra portata, puntando subito ai macrosistemi o ai grandi meccanismi socioeconomici. Questa prospettiva è pericolosa perché porta alla frustrazione, a sentirsi incapaci di mutare la realtà. Invece dobbiamo partire dalla nostra vita quotidiana» sono le parole introduttive di Adriano Sella al capitolo conclusivo intitolato “I pilastri del cambiamento: il quotidiano, la sobrietà e la relazione di tenerezza” e quelle di Papa Francesco in LS 211 : «E’molto nobile assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane,ed è  meraviglioso che l’educazione sia capace di motivare fino a dar forma a uno stile di vita»
Un ‘educazione che punta a “tirar fuori”, da educere, il bello e buono che c’è in ogni persona secondo il motto di don Tonino Bello “accendere un fiammifero vale infinitamente di più che maledire l’oscurità!
Un ‘educazione all’alleanza tra umanità e terra che ce la presenti come dono di Dio e come bene comune! Un’ educazione alla convivialità delle differenze, alla fraternità mondiale come indica la nuova enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”.
Alcuni di questi pensieri ricordano anche il messaggio incoraggiante che trasmette il film “Un sogno per domani”, che ha visto tre nomination a miglior attore, dove un’idea per migliorare il mondo viene addirittura da un ragazzino! Un film da vedere per prendere fiducia su quanto potere abbiano le buone azioni quotidiane trasformate in virtuosi nuovi stili di vita.Per far toccare con mano ai presenti quanto gli stili di vita possano influire, in bene o in male, sul grido dei poveri e della terra, tutti insieme sono stati invitati a misurare la loro “impronta ecologica” attraverso la compilazione di un test che collega le abitudini quotidiane nel comprare vestiti e cibo, nei trasporti, nell’uso dell’acqua, nella produzione e gestione dei rifiuti fino allo sfruttamento delle risorse della terra e della produzione di CO2 .Esercizio che ha anche fatto comprendere la necessità di accompagnare la quotidianità alla sobrietà , il secondo pilastro del cambiamento! «… Si può aver bisogno di poco e vivere molto, soprattutto quando si è capaci di dare spazio ad altri piaceri e si trova soddisfazione negli incontri fraterni, nel servizio, nel mettere a frutto i propri carismi, nella musica e nell’arte, nel contatto con la natura, nella preghiera. La felicità richiede di saper limitare alcune necessità che ci stordiscono, restando così disponibili per le molteplici possibilità che offre la vita». (LS 223)
Il termine corretto è, citando Adriano Sella, “sobrietà felice” perché non si tratta di privazione ma di liberazione da tutto ciò che ciò che è superfluo, per riscoprire l’essenziale della vita che genera felicità … una vita bella, felice e di qualità, perché recupera le relazioni umane e non le cose … noi non siamo bidoni aspira tutto , siamo creature che, oltre alle esigenze del corpo, abbiamo bisogni affettivi, sociali, intellettuali, spirituali. Solo se tutte queste dimensioni sono soddisfatte in maniera armonica possiamo parlare di ben-essere e non semplicemente di ben-avere.
Un cortometraggio ha messo in risalto come il consumismo generi falsi bisogni e ci renda continuamente insoddisfatti a differenza di una vita sobria.La nostra felicità ha molto a che fare con la qualità delle relazioni, con Dio, con le persone e tutto il resto del creato, non con il possesso delle cose, ecco perché il terzo pilastro del cambiamento sono le relazioni di tenerezza.
La tenerezza è una dimensione molto cara a Papa Francesco, ne parla con forza sin dall’ Evangelii Gaudium dove invita alla rivoluzione della tenerezza , la virtù dei forti non dei deboli, è il cuore di Dio e di ogni sua creatura: «la tenerezza non è propria del debole ma di chi è forte ed è un atteggiamento fondamentale per proteggere questo nostro mondo che Dio ci ha affidato» (LS 242). «Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio» (LS 84).
Una sfaccettatura della tenerezza è certamente la gentilezza che influisce profondamente sulla qualità delle nostre relazioni, per questo abbiamo riflettuto sulla sua importanza leggendo una delle 120 email giornaliere che don Giovanni Benvenuto ha inviato ai frequentatori del suo corso online di comunicazione, tenuto durante il lockdown, intitolato 120 giorni per mettere le ali, riportiamo qui la frase che ha generato la sua riflessione e di seguito inseriamo il link per chi volesse leggerla tutta. (https://www.comunicareilsorrisodidio.it/ecco-perche-vorrei-essere-piu-gentile-del-necessario/ )                                                               

Sii più gentile del necessario,
perché qualunque persona incontri
sta combattendo la sua battaglia

sgv6Le testimonianze finali hanno indicato in questo aspetto dell’ecologia integrale, una parte molto toccante e utile ad una crescita umana. Terminando è stato parlato di cosa siano i Circoli Laudato Si’ e quali obiettivi si prefissano in collaborazione con tutte le persone di buona volontà e forze sociali. È stato rivolto l’invito a tutti i presenti di farne parte e, dopo la messa Laudato Si’dell’11 ottobre, ad iniziare insieme questo cammino sulle orme di S. Francesco.

                                                                                                                             Circolo Laudato Si’ San Giovanni V.no

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