La liturgia è vita: l'anno liturgico come cammino di fede comunitario

liturgia4Nel suo terzo momento, con la riflessione di don Angelo Lameri, il percorso della settimana di aggiornamento si è soffermato sulla realtà dell’anno liturgico, fede in atto nel dispiegarsi del tempo.
 La fede non è semplicemente credere a qualcosa. Essa è un annuncio, una rispo-sta e un movimento. Da qui la centralità dell’anno liturgico, particolarmente il suo “cominciare sempre da capo”, che si incontra profondamente con la nostra espe-rienza di vita, in cui il ripartire si verifica continuamente. È da queste considera-zioni generali che ha preso avvio la relazione di don Angelo Lameri, docente di liturgia presso la Pontificia Università Lateranense, davanti a un’aula davvero at-tenta e gremita. E ha continuato facendo presente che, nel dinamismo dell’anno liturgico, assume una grande centralità proprio il tempo di Avvento come tempo che è per eccellenza l’invito a ripartire e a ricentrarci in Dio. È l’Avvento che ci ri-corda con chiarezza che il grande protagonista del tempo liturgico è Gesù Cristo e che noi siamo invitati a entrare in contatto con lui vivo. Un tempo di attesa, ma at-tesa anche già compiuta in vista del ritorno finale. Tempo in cui sperimentiamo in modo privilegiato l’invito formulato da papa Francesco a concentrarci sull’avvio dei processi e ad avere un rapporto nuovo e fecondo con il tempo: un tempo da accogliere, da vivere con gratitudine e responsabilità, un tempo soprattutto abitato da Dio. L’anno liturgico è anche un tempo che inizia e che finisce e che, proprio per questo, ci aiuta a riscoprire la dimensione della fine, della mortalità e del limite. 
Al centro del mistero del tempo, insegna l’anno liturgico, si trova il Cristo Risorto, vincitore del peccato e della morte. Da qui la centralità della domenica, che scan-disce lo scorrere del tempo e gli dona spessore. Sine dominico non possumus (senza la domenica non possiamo vivere), un’affermazione di fede con tre dimen-sioni: non possiamo vivere senza il giorno domenicale, senza la celebrazione eu-caristica domenicale, senza l’esperienza della comunione ecclesiale. 
L’anno liturgico ha anche una dimensione pedagogico-didattica: un itinerario che ci offre un percorso ciclico di letture bibliche in modo che la storia della salvezza possa essere messa in relazione con la nostra esistenza. Non si tratta tanto di una catechesi, ma di un dialogo con il Cristo, colui che personalmente ci parla nella parola proclamata. E che ci parla ogni volta in modo specifico e puntuale in rela-zione al contesto in cui ognuno di noi si trova a vivere. 

L’anno liturgico ci aiuta a percepirci all’interno di una grande storia che ha al suo vertice il mistero pasquale del Cristo morto e risorto. Una promessa mantenuta, ma anche rilanciata, un tempio presente, ma ancora in costruzione, un abbraccio annunciato, ma ancora non pienamente ricevuto. Celebrare l’anno liturgico signi-fica vivere l’esperienza del pellegrinaggio stesso di Dio nella storia, in tutta la sua ricchezza e fecondità: l’anno liturgico ci mette provvidenzialmente in cammino e ci offre il tempo dell’incontro con il Cristo.

don Alessandro Andreini

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