Lettera del Vescovo per l'inizio dell'anno pastorale

Carissimi ,
Il mese di settembre è ormai vicino e deve essere un mese di ripartenza. Lo è ogni anno. Quest’anno in maniera tutta particolare. C’è bisogno di vita ordinaria, anche se tutti sappiamo che non sarà come prima. Ce lo disse energicamente papa Francesco e ce lo fa constatare l’esperienza di ogni giorno.

Penso alle nuove povertà che impegneranno ancora di più le nostre Caritas e che dovranno stimolare una seria riflessione sull'apporto che i cristiani possono offrire alla vita sociale del nostro territorio.

Penso agli appuntamenti ordinari delle nostre parrocchie e in particolar modo all'iniziazione cristiana. Se per un verso questi sei mesi hanno visto una notevole capacità nel sapersi adeguare alle situazioni impreviste e nel rispondere alle richieste reali della gente, per un altro verso questi sei mesi hanno scoperto alcune criticità che vengono da lontano, ma che in questo tempo si sono mostrate in tutta la loro evidenza.

In particolare la catechesi e l’iniziazione cristiana dei ragazzi esigono quest’anno tutta una riflessione e una sperimentazione da condurre con pazienza e lungimiranza.

Ma è doveroso anche prestare attenzione alla “confermazione” degli adulti, che sono stati cresimati col Sigillo dello Spirito, ma che hanno bisogno di ricevere conferma per la loro fede incerta.  attendono di essere consolidati nell'esperienza della fede vissuta.

È poi necessario guardare alle famiglie con la benevolenza del Signore non come bersagli di rimproveri per la mancata educazione cristiana dei figli, ma come piante da coltivare con amore perché possano portare frutti buoni.

Nel giorno del Sacro Cuore, lo scorso 19 giugno, invitavo a riflettere su ciò che veramente è essenziale nella nostra Chiesa e a lasciare che lo Spirito Santo operi in noi una forte potatura per metterci in grado di portare più frutto. Tenendo in seria considerazione ciò che lo Spirito Santo ci ha indicato e quanto vorrà ancora indicarci nei prossimi mesi, ora mettiamoci all'opera. Puntiamo all'essenziale. Cerchiamo di leggere insieme e di capire questo tempo. Soprattutto cerchiamo di comprendere la volontà di Dio.

Ci saranno di valido aiuto i tre incontri della “_Settimana teologica_” nei primi tre giorni di settembre: tenendo conto della particolare situazione, quest’anno avremo soltanto tre lezioni, le prime due al mattino nella Collegiata di Figline, la terza alla sera nell'oratorio. Tre soltanto, ma ben qualificate. Da non perdere.

Altro appuntamento da non perdere e soprattutto da non far perdere ai catechisti sarà l’incontro di giovedì 17 settembre con Mons. Bulgarelli, direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale: proposto a tutti dal Servizio diocesano per la catechesi, l’incontro ha lo scopo di fare il punto sulla catechesi e sugli orientamenti da intraprendere. Pensando non solo ai bambini!

Molto importanti saranno anche la riunione del Consiglio Presbiterale [volutamente anticipata al 10 settembre] e gli incontri vicariali dei sacerdoti come da calendario [chiederei di poter anticipare quello del Casentino dal 29 a giovedì 24 settembre].

In questi giorni mi echeggia nel cuore un testo profetico, che mi ha sempre positivamente impressionato e che, mi sembra, ben può accompagnarci nelle prossime settimane:

“Il ventuno del settimo mese [appunto settembre/ottobre: 520 a.C.], per mezzo del profeta Aggeo fu rivolta questa parola del Signore:

ORA, CORAGGIO, ZOROBABELE, CORAGGIO, GIOSUÈ, SOMMO SACERDOTE; CORAGGIO, POPOLO TUTTO DEL PAESE E AL LAVORO, PERCHÉ IO SONO CON VOI, secondo la parola dell'alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall'Egitto; IL MIO SPIRITO SARÀ CON VOI, NON TEMETE” (Ag 2,1.4-5).

Era difficile in quel momento ricostruire la città e infondere fiducia nel popolo. Il profeta parla da profeta e incoraggia tutti.

Anche noi, insieme, possiamo trovare l’entusiasmo della ripartenza per recuperare il senso del tempo (le cadenze dell’anno liturgico hanno un valore formativo incomparabile), dei luoghi (tornare in chiesa senza paura) e della comunità (il cristianesimo fai-da-te non è quello del Vangelo). Il doveroso rispetto dei distanziamenti sociali deve essere e diventare sempre più uno stimolo aiuta a superare i distanziamenti personali. “Lo Spirito santo faccia di noi un solo Corpo e un solo spirito”.

A tutti un caro e cordialissimo saluto. A presto.
+ Mario

Diocesi di Fiesole

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