Lettera del vescovo ai sacerdoti e ai diaconi

In una lettera di mezza estate il vescovo parla di molti argomenti ai sacerdoti e ai diaconi, invitando tutti alla preghiera e in particolare chiedendo a Dio i doni della coesione e dell'entusiasmo.

 

                                                                                                                   Fiesole, 3 agosto 2018

 

 Carissimi sacerdoti e carissimi diaconi,

                                   il periodo estivo vede molti di voi impegnati in diverse iniziative e il calendario ci chiede ritmi diversi da quelli che caratterizzano il resto dell’anno: mi è sembrata pertanto una cosa buona cercare di raggiungervi con alcune righe per ringraziare, sostenere e incoraggiare il vostro impegno. Vi scrivo soprattutto per chiedere  a tutti di cercare in questi giorni qualche momento di preghiera più intensa, un preghiera che ci faccia sentire ancora più uniti fra noi e più zelanti nel ministero, Scrivo alla vigilia dell’annuale ricorrenza della memoria del s. Curato d’Ars, con l’augurio che, guardando a lui, tutti ci possiamo sentire ammaestrati dai suoi insegnamenti, rafforzati dal suo esempio, protetti dalla sua intercessione.

Il primo pensiero va a quelli che maggiormente si stanno affaticando per il vangelo. Siete molti. Lo fate con grande generosità durante l’anno e non vi risparmiate ora con il caldo dell’estate. Dio vi ricompensi con la sua gioia e vi faccia sentire sulla spalla la sua mano benedicente, soprattutto quando alla sera gli offrite la stanchezza della giornata trascorsa. La coscienza di quella fatica sia motivo di consolazione e di profonda soddisfazione interiore. Tutta la nostra Chiesa ne gioisce con voi e vi porta nel cuore, vi affida al Signore nella sua preghiera quotidiana, gli dice grazie per le vostre persone e per il vostro ministero.

Magari cercate qualche momento di riposo per ritemprarvi interiormente ed essere pronti poi ad affrontare la ripresa di settembre. Il Signore vi doni anche questa grazia. La doni a ciascuno secondo le proprie necessità.

 Forse non tutti giungono a sera stanchi per la fatica del ministero. Alcuni magari non si stancano fisicamente, ma provano la stanchezza interiore. Altri forse non si sentono stimolati e impercettibilmente si rassegnano a vivere alla giornata. Per tutti un invito alla ripresa, nella condivisione della preghiera gli uni per gli altri e nel desiderio di tenderci la mano con umiltà e spirito di compunzione: quando c’è un sacerdote triste, o comunque non sereno, l’esame di coscienza riguarda tutti, il vescovo per primo. Sarà certamente questo uno dei punti fondamentali del mio esame di coscienza durante l’estate,  con umile richiesta al Signore di suggerirmi segni concreti e sentieri percorribili di vera conversione. L’esame di coscienza riguarda comunque tutti i sacerdoti, perché a partire dalla nostra ordinazione siamo membra gli uni per gli altri. Non sto a suggerire proposte: ognuno avrà le proprie. Suggerisco solo una preghiera particolare: in silenzio davanti al Signore passare in rassegna nella preghiera tutti i sacerdoti del proprio vicariato e poi quelli di tutta la diocesi, fare per ciascuno una piccola intercessione e chiederci che cosa ciascuno di noi potrebbe fare personalmente per lui. Senza dimenticare nessuno. Una bella preghiera in questa estate!

 Guardando il presbiterio nel suo insieme ringrazio il Signore per voi. Per tutti e per ciascuno. Eventuali differenze di opinioni, di valutazioni, o di proposte non tolgono l’affetto e la fiducia. Ringrazio il Signore per voi ogni giorno, insieme a tanta gente che ama e apprezza i propri sacerdoti. Chiedo per tutti il dono dell’unità e dell’entusiasmo.

 Chiedo il dono dell’unità, perché se non costruiamo insieme, la nostra fatica serve solo a costruire ciò che il nostro successore dovrà poi faticosamente distruggere. Resterà dopo di noi solo ciò che serve all’utilità comune, perché quello solo viene dallo Spirito Santo. Gioverà molto tenere ben presenti due principi fondamentali. Il primo riguarda  la costituzione stessa della Chiesa: “In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35); tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità” (LG, 9a). Il secondo riguarda l’identità del ministero nella Chiesa: “In virtù della comune ordinazione e missione tutti i sacerdoti sono fra loro legati da un'intima fraternità, che deve spontaneamente e volentieri manifestarsi nel mutuo aiuto, spirituale e materiale, pastorale e personale, nelle riunioni e nella comunione di vita, di lavoro e di carità” (LG, 28c). Sono due principi fondamentali che appartengo alla nostra essenza di cristiani e di ministri ordinati. Se non li teniamo presenti perdiamo la nostra vera identità.

A questo riguardo mi viene fatto notare che da qualche tempo si registra un calo nella partecipazione agli appuntamenti diocesani. In questa osservazione c’è anche un cordiale rimprovero al vescovo di non fare abbastanza perché questi appuntamenti vengano onorati da tutti. Lungi da me il prendere nota delle singole assenze, o il sindacare sui motivi per cui ciascuno è mancato: siamo persone adulte, stimate degne di fede da Dio che ci ha affidato il ministero, persone capaci di agire con retta coscienza, che non possono essere trattate come i bambini. Semmai ci possiamo chiedere se i due principi fondamentali richiamati sopra sono stati da noi ben assimilati. La tentazione di un certo narcisismo, infatti, ci sta sempre accanto. Talvolta fa leva su una particolare struttura psichica, di fronte alla quale c’è da rispondere solo con la pazienza. Talvolta, invece, si accompagna ad un progressivo abbandono spirituale. Talvolta, infine, si inserisce in un certo disagio motivato dalla solitudine. Preghiamo perché la grazia dello Spirito Santo possa trovare in tutti noi un pizzico di umiltà, un desiderio sincero di carità e di attenzione verso gli altri confratelli, un impegno a meditare attentamente sulla nostra identità ecclesiale e sacerdotale. Passando in rassegna i singoli sacerdoti nella preghiera, chiediamo questa grazia. Sarebbe una grazia carica di frutti preziosi per tutti e ricca di gioia interiore per ciascuno.

 Chiedo poi il dono dell’entusiasmo, di quello vero, che è frutto della fede. [È significativa la definizione di entusiasmo che troviamo nella laica Treccani: “composto di ἐν «in» e ϑεός «dio»… 1. Presso i Greci indicava la condizione di chi era invaso da una forza o furore divino, cioè …del sacerdote, nonché del poeta, che si pensava ispirato da un dio. 2. Nell’uso comune indica un sentimento intenso di gioia, di ammirazione, di desiderio per qualche cosa o per qualcuno, oppure la totale dedizione a una causa, a un ideale, ecc”.] Entusiasmo vuol dire riconoscenza al Signore che ci ha usato misericordia, vuol dire generosità verso il prossimo, vuol dire lasciar perdere tutte le piccolezze che a volte ci amareggiano, ma che in realtà sono sciocchezze quando pensiamo all’importanza della missione ricevuta. L’entusiasmo è un frutto della fede, è il pensare in positivo perché sappiamo che, al di là della nostra fatica, c’è il Signore che fa concorrere tutto al bene. Qualche momento di crisi, passeggero, che può sempre capitare, ma un sacerdote non può non essere “entusiasta” nello svolgimento della propria missione. Auguro a tutti l’esperienza di questa gioia profonda, che è frutto della fede ed è conferma di fedeltà alla missione ricevuta.

 Dai doni dell’unità e dell’entusiasmo lo Spirito Santo farà scaturire anche il dono di nuove vocazioni al sacro ministero e alla vita religiosa. Egli dispone liberamente dei suoi doni, distribuendoli a ciascuno come vuole, ma certamente non fa mancare la sua grazia alla nostra Chiesa: spetta a noi accoglierla con la preghiera fiduciosa, con la proposta convincente ai giovani, con attento e rispettoso accompagnamento spirituale. Certamente dove i preti [i religiosi, le religiose] sprizzano gioia e gareggiano nello stimarsi a vicenda, l’apertura di un giovane alla propria vocazione trova un valido incoraggiamento.

Secondo le indicazioni condivise a suo tempo nel Consiglio presbiterale, dopo aver ripetutamente ascoltato i suggerimenti di tutti i sacerdoti nel corso di successive riunioni vicariali, sono già in atto alcuni percorsi di unificazione nelle nostre parrocchie. L’esperienza ci dice che dove un unico parroco è titolare di tutte le parrocchie da unificare il passo diventa concreto, mentre dove c’è solo un invito alla collaborazione, ma i titolari delle parrocchie rimangono diversi, il percorso dalle parole ai fatti rimane assai più difficile. Ringrazio i sacerdoti che si sono resi disponibili a farsi carico di questi delicati passaggi. Alcuni passi ulteriori sono in gestazione proprio in questi giorni, altri saranno possibili a medio termine. La scelta di attuare solo progressivamente le determinazioni stabilite si è rilevata saggia, non solo per dilazionare le spese dei nuovi accatastamenti (spese di fatto non sempre sostenibili, soprattutto dalle parrocchie più piccole), ma specialmente perché ci permette di procedere senza irruenza, cercando il massimo rispetto per le diverse situazioni e per i singoli sacerdoti, cercando di evitare, per quanto possibile, dolorose frizioni e inutili polemiche. “A ciascun giorno basta la sua pena” (Mt 6, 34).

 Una pena grande in questi ultimi giorni ci viene, invece, dalle notizie di gravissimi scandali nella Chiesa, lontano e vicino a noi. Restiamo sconcertati. Ricordiamo le parole gravissime e dure del Signore: “ È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!” (Lc 17,1-3). Preghiamo per chi si è macchiato di questi crimini e soprattutto per le loro vittime. Preghiamo perché la Chiesa santa di Dio non perda la sua credibilità davanti al mondo. Il Signore ci aiuti a saper stare lontano anche dai piccoli scandali, frutto magari di qualche superficialità sottovalutata o di qualche espressione del nostro carattere non ancora adeguatamente corretta. Preghiamo e facciamo tesoro dell’avvertimento dell’Apostolo: “Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. Nessuna tentazione, superiore alle forze umane, vi ha sorpresi; Dio infatti è degno di fede e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze (1Cor 10,12-13). Facciamo nostra la serena fiducia del Salmista: “Guardate al Signore e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire” (Sal 34, 6).

 Altre notizie tristissime ci vengono dalla cronaca con il quotidiano crescendo degli atti di barbarie nei confronti  di chi assurdamente è considerato diverso. Non possiamo ignorare la gravità di quanto accade e non possiamo restare indifferenti. Ognuno si prenda la propria responsabilità davanti a Dio e davanti alla storia. È grave cercar di mercanteggiare un consenso di voti alzando i toni della violenza e dell’esclusione. È grave anche lasciar ipotizzare che certi modi di ragionare e di esprimersi possano trovare consenso fra noi. Dobbiamo essere molto chiari e decisi. Ci aiuta in questo il magistero costante di papa Francesco, come quello altrettanto chiaro della CEI. Ci aiuta altresì la chiara fermezza del nostro Presidente della Repubblica con i suoi inviti a rispettare la dignità di tutti e a saper usare il buon senso anche quando il senso comune sembra dimenticarlo. Abbiamo tanto da meditare e da pregare. Abbiamo anche tanto da predicare, perché almeno chi viene in chiesa e frequenta le nostre parrocchie sappia testimoniare serenamente il vangelo dell’accoglienza. Ringrazio sentitamente tutti voi per questa chiara testimonianza e particolarmente coloro che sono più impegnanti e generosi nell’accogliere il prossimo e nell’accompagnare il cammino di integrazione di ciascuno. Dio ve ne renda merito.

 Non posso chiudere questa lettera estiva senza rivolgere un pensiero alle persone che hanno perso il lavoro, o che lo vedono gravemente minacciato. Porto nella mente e nel cuore i dipendenti della Bekaert di Figline, ma anche tutti coloro che nelle piccole aziende, in piccoli uffici, nei piccoli negozi... hanno dovuto chiudere, o sono rimasti senza adeguato stipendio. Mentre in questi giorni molte persone sono in vacanza, desidero farmi vicino con l’affetto e con la preghiera e per quanto possibile anche fisicamente, a tutte le famiglie che restano a casa con la tristezza di un domani incerto. Associo a loro nella preghiera tutte le persone che restano a casa per assistere i propri malati e gli anziani. La grazia dello Spirito Santo sappia donare a tutti “nella fatica riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto”.

 Ho iniziato chiedendo di passare in rassegna nella preghiera tutti i sacerdoti e termino in maniera molto più spicciola chiedendo di passare in rassegna anche le date del calendario diocesano e, con particolare attenzione agli appuntamenti diocesani e vicariali, annotare bene sull’agenda gli impegni comuni: anche questo è un piccolo gesto di comunione ecclesiale, che non dovrebbe essere trascurato.

Fissare gli appuntamenti e considerare bene gli Orientamenti: l’educazione e la scuola devono stare a cuore a tutti noi. Ricordate questo anche ai sacerdoti e ai diaconi che vi sono vicini, ma che a volte sono un poco distratti e possono dimenticare, magari involontariamente, gli appuntamenti e gli impegni.

 Saluto tutti con affetto. Salutatemi i vostri collaboratori e anche i vostri familiari.

“Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi” (1Ts 3, 12-13). Ci accompagni con la sua preghiera il santo Curato d’Ars. Ci accompagnino i nostri santi fiesolani. Ci protegga Santa Maria, madre di Dio, che vogliamo venerare solennemente nella sua Assunzione.

                                                                                                                                                                                 + Mario

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